Otto Greiner
Der Teufel zeigt das Weib dem Volke (Il Diavolo presenta la Donna al Popolo). 1898.
530×455 mm; 700×550 mm. Litografia alla penna su carta China. Minime bruniture e difetti al margine ma esemplare magnifico, in splendida e nitida inchiostratura di uno dei fogli più rari e ricercati del Simbolismo.
Vogel, 72.
Il Diavolo e la Donna: il potente simbolismo di Otto Greiner nel ciclo “Das Weib”
Nel cuore del Simbolismo tedesco di fine Ottocento, pochi artisti hanno saputo esplorare con tanta intensità e maestria tecnica le sublimi tensioni tra desiderio, peccato, creazione e distruzione come Otto Greiner (Leipzig 1869 – Monaco 1916). Pittore e soprattutto straordinario litografo, Greiner ha lasciato un’impronta indelebile nella grafica simbolista grazie a una linea precisa, quasi chirurgica, e a una visione del mondo impregnata di mito, letteratura e inquietudine fin de siècle.
Tra tutte le sue opere, il ciclo “Das Weib” (La Donna), realizzato tra il 1896 e il 1900, rappresenta il suo progetto più ambizioso e personale: l’unica sequenza grafica che l’artista abbia mai concepito e portato a compimento.“Das Weib”: un ciclo dedicato all’essenza femminile. Composto da cinque fogli, il ciclo si ispira esplicitamente alle grandi serie grafiche di Max Klinger. Greiner, profondamente influenzato dal maestro, adotta lo stesso linguaggio simbolista: una narrazione per immagini che mescola mito classico, allegoria biblica e critica sociale contemporanea.
Il filo conduttore è la Donna intesa non come semplice figura, ma come forza primordiale, ambivalente, capace di generare vita e al tempo stesso di scatenare rovina. In un’epoca segnata dal dibattito sulla “questione femminile”, dalla paura della decadenza e dall’ossessione per la femme fatale, Greiner non si limita a celebrare o condannare: interroga.
Il terzo foglio del ciclo, Der Teufel zeigt das Weib dem Volke (Il Diavolo mostra la donna al popolo), è universalmente considerato il capolavoro della serie e uno dei vertici della litografia simbolista tedesca.
Der Teufel zeigt das Weib dem Volke: il trionfo del desiderio e del pericolo
Realizzata nel 1898 con la tecnica della federlithographie (litografia a penna) su carta China, l’opera misura circa 53 × 45,5 cm. La scena è di una potenza teatrale irresistibile: un diavolo ghignante, dal corpo scuro e muscoloso, solleva e presenta al popolo una giovane donna nuda, vestita unicamente di raffinate calze di seta nere. Sotto di loro, una folla maschile urlante, deformata dall’eccitazione, dalla bramosia e da una sorta di delirio collettivo.
L’immagine colpisce per la sua ambiguità profonda. Il Diavolo non nasconde la donna: la espone. Non la possiede, ma la offre come merce di desiderio suprema, come splendida arma definitiva. La donna non appare spaventata o vittima: il suo corpo è perfetto, seducente, quasi statuario. È lei lo strumento attraverso il quale il male entra nel mondo. Questa litografia è profondamente legata allo scandalo letterario dell’epoca: il dramma “Das Liebeskonzil” (Il Concilio d’Amore) di Oskar Panizza, opera blasfema e anticlericale confiscata dalla censura bavarese. Nel testo di Panizza, Dio, Cristo e la Vergine, annoiati in Paradiso, decidono di punire l’umanità corrotta inviando la sifilide (la “malattia francese”) attraverso il sesso. Greiner trasforma questa satira grottesca in un’immagine visiva di straordinaria forza simbolica.
I molteplici livelli di lettura
- Simbolismo religioso e biblico: l’opera richiama il peccato originale, ma lo ribalta. Non è Eva a cedere al serpente: è il Diavolo stesso a mettere in scena la Donna come tentazione universale.
- Critica sociale e sessuofobia fin de siècle: la folla urlante rappresenta l’uomo comune, schiavo dei propri istinti. La donna diventa proiezione delle paure maschili: seduttrice, portatrice di malattia e di decadenza morale.
- Il potere erotico: nonostante il tono moraleggiante, Greiner disegna un corpo femminile di rara sensualità. La seta delle calze accentua la nudità, trasformando l’immagine in un capolavoro di erotismo simbolista.
- Ambivalenza della Donna: come in molte opere del periodo (da Moreau a Klimt, da Munch a Rops), la donna è al contempo creatrice e distruttrice, vittima e carnefice, angelo e demone.
Greiner non giudica in modo univoco: mostra il meccanismo. Il Diavolo ride perché sa che l’umanità cadrà sempre nello stesso tranello.
Tecnica e maestria grafica
Ciò che rende “Der Teufel zeigt das Weib dem Volke” un capolavoro assoluto è l’incredibile precisione del tratto. Ogni linea è nitida, ogni ombra calcolata. Greiner, formatosi come litografo a Lipsia, raggiunge qui una perfezione tecnica che permette di rendere al contempo la carnalità della carne e l’orrore grottesco delle facce nella folla. Il contrasto tra la bellezza ideale della donna e la bruttezza deformata degli uomini crea un effetto drammatico potentissimo.Greiner oggi: un artista ancora attualeA oltre 125 anni dalla sua creazione, quest’opera continua a turbare e affascinare. Parla di desiderio, di potere, di proiezione maschile sulla figura femminile, di come la sessualità possa essere usata come strumento di dominio o di rovina. Temi che, mutati i contesti, restano sorprendentemente moderni. Otto Greiner, artista raffinato e visionario, ci consegna con “Das Weib” e soprattutto con questo terzo foglio un capolavoro che va oltre il Simbolismo: un’immagine archetipica sulla natura potente ed inarrestabilmente ambivalente del desiderio umano.
Chi guarda “Der Teufel zeigt das Weib dem Volke” non può rimanere indifferente. Si ride con il Diavolo… o si riconosce, con un brivido, tra la folla urlante?
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