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Alda Merini, Presenza di Orfeo, Dedica, 1953

Prima edizione dell’opera prima della più grande poetessa italiana del Novecento: Alda Merini. Esemplare definitivo con dedica autografa ai figli. Leggi la descrizione completa sotto!

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ALDA MERINI | POESIA | OPERA PRIMA | COPIA DI DEDICA

Alda Merini. La presenza di Orfeo, Milano, Schwarz, 1953.

220×160 mm. Ritratto in antiporta. Brossura editoriale. Strappo riparabile al piatto anteriore della brossura. Lievi difetti ai margini della brossura (vedi foto). Rarissima prima edizione dell’opera prima più significativa del Novecento italiano. Straordinario esemplare con dedica autografa di Alda Merini ai figli (e poi anche al genero, d’altronde mica era matta per finta). Nella rarissima tiratura non numerata e con il titolo in nero (esiste una tiratura di 1000 esemplari numerati con titolo in viola, probabilmente posteriore o, tutt’al più, contemporanea). L’opera è venduta con i servizi Buyback e Blockchain Secured inclusi nel prezzo, se graditi!

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Alda Merini e La Presenza di Orfeo: Un Viaggio Poetico tra Amore e Misticismo

Alda Merini, una delle voci più intense e rivoluzionarie della poesia italiana del Novecento, ha lasciato un’impronta indelebile con la sua prima raccolta, La Presenza di Orfeo, pubblicata nel 1953.

Chi era Alda Merini: La Poetessa della Passione e del Dolore

Nata a Milano il 21 marzo 1931, Alda Merini è stata una figura unica nel panorama letterario italiano. La sua poesia, intrisa di passione, misticismo e sofferenza, riflette un’esistenza segnata da esperienze personali intense, tra cui l’amore tormentato per Giorgio Manganelli e i periodi di internamento psichiatrico. La sua capacità di trasformare il dolore in versi universali l’ha resa un’icona della poesia contemporanea, capace di parlare al cuore di lettori di ogni età.

La Presenza di Orfeo: Il Debutto Poetico di una Giovane Merini

La Presenza di Orfeo rappresenta l’esordio poetico di Alda Merini, pubblicato quando aveva appena ventidue anni dall’editore Schwarz nella collana “Campionario”, diretta da Giacinto Spagnoletti. La raccolta, dedicata agli amici che l’hanno sostenuta nei suoi primi passi letterari, come Silvana Rovelli e Giorgio Manganelli, si distingue per la sua freschezza e per l’intensità emotiva.Temi Principali della RaccoltaLa raccolta si articola attorno a temi centrali come l’amore, il misticismo e l’orfismo, un concetto che richiama il mito di Orfeo, il poeta-cantore capace di incantare la natura con la sua musica. In poesie come “La Presenza di Orfeo”, “Lettere”, “Luce” e “La Notte”, Merini intreccia elementi erotici e spirituali, creando un linguaggio poetico che, pur non essendo colto in senso accademico, risulta profondamente autentico e innovativo.

“Ma ci si può avanzare nella vita / mano che regge e fiaccola portata / e ci si può liberamente dare / alle dimenticanze più serene / quando gli anelli multipli di noi / si sciolgono e riprendono in accordo, / quando la garanzia dell’immanenza / ci fasci di un benessere assoluto.” (La Presenza di Orfeo, 1953)

Questo passaggio, tratto dalla poesia omonima, evidenzia il “rapito orfismo” che colpì critici come Carlo Betocchi per la sua capacità di evocare un amore immanente e universale.

Un elemento cruciale di La Presenza di Orfeo è la dedica a Giorgio Manganelli, il primo grande amore di Merini e una figura fondamentale nella sua formazione stilistica. La poetessa si identifica con Euridice, vedendo in Manganelli un “Orfeo novello” capace di modulare la sua essenza attraverso la poesia. Questo rapporto, intenso e travagliato, permea i versi della raccolta, conferendo loro una dimensione personale ma universale:

“Orfeo novello, amico dell’assenza, / modulerai di nuovo dalla cetra / la figura nascente di me stessa.” (La Presenza di Orfeo)

Il mito di Orfeo, simbolo di un viaggio sacrificale tra luce e oscurità, diventa per Merini una metafora della sua vocazione poetica: un canto che nasce dal buio dell’esistenza per celebrare la vita.Parole chiave correlate: Giorgio Manganelli, mito di Orfeo, poesia amorosa.

La Critica e l’Accoglienza dell’Opera

All’uscita, La Presenza di Orfeo ricevette un’accoglienza positiva da parte della critica. Pier Paolo Pasolini, in un saggio del 1954 su Paragone, inserì Merini nella “linea orfica” della poesia italiana, paragonandola a poeti come Dino Campana e Rainer Maria Rilke per la sua capacità di esprimere un’ispirazione primordiale e viscerale. Anche Mario Luzi lodò la raccolta per la sua suggestione e autenticità, mentre Giacinto Spagnoletti ne sottolineò la freschezza e il coraggio, definendola una poetica che si distacca dalla lirica tradizionale dell’epoca.

Tuttavia, non mancarono voci discordanti, come quella di Giancarlo Vigorelli, che contestò l’inserimento di Merini nella corrente orfica, preferendo un’interpretazione più pragmatica della sua poesia.

La Presenza di Orfeo non è solo il punto di partenza della carriera di Merini, ma anche un’opera che anticipa i temi della sua produzione futura: l’intreccio tra amore e misticismo, la tensione verso l’assoluto e la capacità di trasformare il dolore in bellezza. La raccolta è stata ristampata nel 2005 da Libri Scheiwiller insieme a La Terra Santa, confermando la sua importanza nel corpus poetico della Merini.

La Presenza di Orfeo è un’opera che parla al cuore di chi cerca nella poesia un’esperienza autentica e viscerale. I versi di Merini, scritti in un’età sorprendentemente giovane, colpiscono per la loro maturità e per la capacità di esplorare il mistero dell’esistenza attraverso l’amore e il sacrificio. Per chi desidera scoprire o riscoprire Alda Merini, questa raccolta rappresenta una porta d’accesso al suo universo poetico, fatto di luce, ombra e un’infinita ricerca di verità.