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Prima edizione dell’opera prima della più grande poetessa italiana del Novecento: Alda Merini. Esemplare definitivo con dedica autografa ai figli. Leggi la descrizione completa sotto!
3.000,00 €
Alda Merini. La presenza di Orfeo, Milano, Schwarz, 1953.
220×160 mm. Ritratto in antiporta. Brossura editoriale. Strappo riparabile al piatto anteriore della brossura. Lievi difetti ai margini della brossura (vedi foto). Rarissima prima edizione dell’opera prima più significativa del Novecento italiano. Straordinario esemplare con dedica autografa di Alda Merini ai figli (e poi anche al genero, d’altronde mica era matta per finta). Nella rarissima tiratura non numerata e con il titolo in nero (esiste una tiratura di 1000 esemplari numerati con titolo in viola, probabilmente posteriore o, tutt’al più, contemporanea). L’opera è venduta con i servizi Buyback e Blockchain Secured inclusi nel prezzo, se graditi!
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“Ma ci si può avanzare nella vita / mano che regge e fiaccola portata / e ci si può liberamente dare / alle dimenticanze più serene / quando gli anelli multipli di noi / si sciolgono e riprendono in accordo, / quando la garanzia dell’immanenza / ci fasci di un benessere assoluto.” (La Presenza di Orfeo, 1953)
Questo passaggio, tratto dalla poesia omonima, evidenzia il “rapito orfismo” che colpì critici come Carlo Betocchi per la sua capacità di evocare un amore immanente e universale.
“Orfeo novello, amico dell’assenza, / modulerai di nuovo dalla cetra / la figura nascente di me stessa.” (La Presenza di Orfeo)
Il mito di Orfeo, simbolo di un viaggio sacrificale tra luce e oscurità, diventa per Merini una metafora della sua vocazione poetica: un canto che nasce dal buio dell’esistenza per celebrare la vita.Parole chiave correlate: Giorgio Manganelli, mito di Orfeo, poesia amorosa.
All’uscita, La Presenza di Orfeo ricevette un’accoglienza positiva da parte della critica. Pier Paolo Pasolini, in un saggio del 1954 su Paragone, inserì Merini nella “linea orfica” della poesia italiana, paragonandola a poeti come Dino Campana e Rainer Maria Rilke per la sua capacità di esprimere un’ispirazione primordiale e viscerale. Anche Mario Luzi lodò la raccolta per la sua suggestione e autenticità, mentre Giacinto Spagnoletti ne sottolineò la freschezza e il coraggio, definendola una poetica che si distacca dalla lirica tradizionale dell’epoca.
Tuttavia, non mancarono voci discordanti, come quella di Giancarlo Vigorelli, che contestò l’inserimento di Merini nella corrente orfica, preferendo un’interpretazione più pragmatica della sua poesia.
La Presenza di Orfeo non è solo il punto di partenza della carriera di Merini, ma anche un’opera che anticipa i temi della sua produzione futura: l’intreccio tra amore e misticismo, la tensione verso l’assoluto e la capacità di trasformare il dolore in bellezza. La raccolta è stata ristampata nel 2005 da Libri Scheiwiller insieme a La Terra Santa, confermando la sua importanza nel corpus poetico della Merini.
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